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Archive for luglio 2014

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Questa volta il buonsenso è rimasto nel cassetto, alla fine ha prevalso il voto politico. Ieri infatti in consiglio comunale erano in votazione le linee programmatiche della coalizione di centro sinistra. Il MoVimento 5 Stelle, ricevuto il documento venerdi pomeriggio, ha lavorato tutto il weekend per  preparare 40 emendamenti con l’obbiettivo di (altro…)

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Non è stato necessario attendere molto per vedere l’operatività del MoVimento 5 Stelle Maranello, che al loro secondo consiglio comunale, tramite i 3 consiglieri ha portato in discussione e votazione una mozione relativa alla destinazione dell’8×1000 all’edilizia scolastica.

“Si tratta della richiesta all’Amministrazione” commenta il consigliere Barbara Guidelli “di adoperarsi per usufruire dell’8×1000 per l’edilizia scolastica, che dal 2014 grazie a un emendamento presentato dai nostri parlamentari alla legge di stabilità, consente di destinare una parte di questi fondi alla ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti all’istruzione scolastica.

Sul territorio di Maranello, nonostante le attività manutentive eseguite nelle precedenti amministrazioni, sono ancora presenti edifici scolastici di proprietà comunale che necessitano di interventi di adeguamento e riqualificazione.

A tal proposito apprezziamo il fatto che abbia prevalso il buonsenso e che sia stata approvata la nostra mozione. In periodi come questo dove le amministrazioni hanno sempre meno fondi a disposizione, è importante sfruttare tutte le opportunità disponibili. Questo è anche un esempio pratico dei risultati che sta ottenendo il nostro gruppo parlamentare e di quanto sia efficace una comunicazione diretta tra consiglieri comunali e parlamentari.”

“Non si tratta di una vittoria del M5S ma di atto che porterà vantaggi a tutti i cittadini di Maranello” aggiunge il capogruppo Matteo Cursio “questo lo ribadiamo a seguito della richiesta da parte del PD di rimuovere i riferimenti del nostro MoVimento dalla mozione, richiesta non accolta in quanto abbiamo ritenuto doveroso indicare in modo corretto e trasparente i proponenti dell’emendamento.”

M5S Maranello

eMail: segnalazioni@maranello5stelle.it

Cell: 342 1098810

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La diffusione della mobilità in bicicletta contribuisce a rendere città più vivibili, un trasporto urbano più efficiente, strade meno congestionate e meno rumorose, un’attività fisica individuale utile a combattere la sedentarietà, maggior sicurezza delle strade. Inoltre favorisce la lotta ai cambiamenti climatici, il risparmio dei carburanti fossili, lo sviluppo del turismo sostenibile.” E’ quanto cita la Carta di Bruxelles sulla mobilità.
La bicicletta sarebbe il mezzo più comodo ed efficace per muoversi in una città come quella di Maranello, perchè va ovunque, non ha bisogno della ricerca di parcheggio, non fa fumo, non inquina, funziona a costo zero e aiuta anche a mantenersi sani e in forma.

Maranello oggi ha 26 km di piste ciclabili, ma come sono composti questi 26km? Tutti in bici? Non proprio.

La rete di ciclabili di Maranello infatti spesso sono disincentivanti all’utilizzo della bici a causa di interruzioni improvvise, attraversamenti pericolosi, attraversamenti pedonali e semaforici che obbligano a scendere, fondo sconnesso e impraticabile, ostacoli pricolosi, troppe sovrapposizione tra ciclabili e marciapiedi, e ancora scarsi collegamenti con le frazioni, una mancanza di reale continuità nei percorsi, una strategia di realizzazione dei tratti ciclabili che allunga le distanze dei ciclisti rispetto alle autovetture e addirittura la segnalazione di percorsi ciclopedonali come collegamento “su strade” ad alto pericolo.
Inoltre manca completamente un’azione culturale che disincentivi l’uso della macchina.

Servono ciclabili fatte e collegate meglio, l’aumento di aree pedonali intorno al centro, la creazione di zone a 30km/h, il potenziamento dei progetti ienerenti alla riduzione della circolazione di autovetture come il PiediBus o il car-sharing scolastico, l’ottimizzazione del trasporto pubblico che ad oggi

Serve cioè una reale politica alternativa per la mobilità cittadina.

Una recente ricerca condotta da Legambiente, Rete Mobilità Nuova e Bikeitalia.it su 104 città italiane ha dimostrato che “non sono le piste ciclabili in sede protetta a far crescere il numero dei ciclisti urbani, ma altre modifiche nella logica del traffico.” Modena, tanto per fare un esempio, è ottava in classifica per quantità di ciclabili eppure nella cittadina emiliana vi è la più alta percentuale di spostamenti in automobile d’Italia, ben il 75%, mentre la mobilità in bicicletta è appena al 10%.

Cosa prevedono i programmi elettorali del M5S e dell’attuale amministrazione?

MoVimento 5 Stelle Maranello:

Punto 51 del programma elettorale: Sviluppo e messa in sicurezza delle piste ciclabili, sfruttando il recente emendamento M5S approvato dal DL n.69/2013 “Decreto del Fare” il quale vi destina i fondi spettanti al Piano Nazionale Sicurezza Stradale e mai utilizzati dagli enti locali. Solo con una rete di ciclabili efficiente, secondo standard di mobilità moderna, ben collegata tra le frazioni ed i comuni limitrofi con percorsi protetti, diretti, veloci, senza interruzioni e tortuosità su tutte le direttrici di scorrimento possibilmente slegati da strade, migliorando gli attraversamenti e realizzando percorsi sostenibili casa-lavoro e casa-scuola è possibile portare gli utenti dall’uso abituale dei mezzi inquinanti a quello dei mezzi sostenibili. Questo non significa sempre creare da zero una costosa ed ampia rete cittadina di piste ciclabili isolate, ma utilizzare “misure soft”, progettando aree di traffico misto a bassa velocità in una singola zona, migliorandole costantemente e collegandole con altre aree nella città. Di fatto, dato che la disponibilità finanziaria è spesso limitata, le cosiddette “misure soft” possono rivelarsi altrettanto significative delle misure più consistenti sulle infrastrutture nel creare un ambiente che favorisca ciclisti e pedoni. Esse includono: l’uso di vernice sulla strada per segnalare chiaramente gli spazi riservati ai ciclisti, l’obbligo di osservare i limiti di velocità (dossi, controllo radar), le isole pedonali, il diritto assoluto di precedenza a ciclisti e pedoni (ad esempio le strade ciclistiche in Germania) o strutture stradali che portino ad una riduzione di velocità delle automobili. Anche la segnaletica verticale dedicata assume un ruolo importante per permettere al ciclista o al pedone di potersi agevolmente orientare sul territorio.

Coalizione di Centro Sinistra, programma di Max Morini, sindaco di Maranello:

Un risultato che si intende perseguire è il rafforzamento e ridisegno della rete di percorsi dolci (pedonali-ciclabili) integrati con gli spazi della sosta, al fine di favorire un approccio al territorio dove il mezzo carrabile (pubblico e privato) serva solamente per arrivare alla città e da questa ci sia la possibilità di muoversi nei luoghi di interesse in modo pedonale.

Potremmo dire che vi siano tutti i presupposti per seguire una strategia comune per lo sviluppo delle ciclabili. Noi ci siamo.

Gruppo MoVimento 5 Stelle Maranello

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incontro cittadini copiaDomani sera martedì 15 luglio 2014 ore 20:45 presso la sala pubblica in via Padova 149 a Modena, i gruppi M5S della provincia incontreranno i cittadini.

Lo scopo della serata sarà raccogliere istanze dai territori, rendicontare dei primi lavori fatti, dialogare su temi e argomenti d’attualità, ma sarà anche un’ottima opportunità per conoscerci meglio e scambiare due chiacchiere.

L’incontro è pubblico, gratuito ed aperto a tutti, non mancate, vi aspettiamo!!!

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Qual è il prezzo da pagare per tornare a essere competitivi? Ancora una volta le ragioni del profitto avranno la meglio su quelle della natura? Fra le pieghe del Decreto Competitività, nella sezione Ambiente protetto, spettante al dicastero retto da Gian Luca Galletti, si dà il via libera all’innalzamento dei limiti per gli sversamenti delle sostanze inquinanti in mare e delle tolleranze di sostanze tossiche nei siti militari.

La denuncia parte dalle associazioni ambientaliste che sottolineano come, per risolvere l’oneroso problema delle bonifiche, i livelli di inquinamento siano stati equiparati a quelli delle aree industriali, quindi molto più alti rispetto ad aree verdi e residenziali. I valori dei cianuri potranno essere centuplicati (da 1 a 100 mg/kg), così come il benzopirene o la sommatoria dei composti policiclici aromatici (etilbenzene, stirene, toluene e xilene), lo stagno potrà avere una concentrazione nel suolo di 350 volte superiore rispetto alle vecchie tolleranze, mentre i fluoruri potranno essere rilasciati in quantità venti volte superiori, così come il benzene.

Per Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi, si tratta di “un evidente regalo al Ministero della Difesa, che in questo modo potrà evitare di intervenire sui numerosi siti di propria competenza”. Senza infrazioni ai nuovi limiti non ci saranno bonifiche, secondo la logica della polvere nascosta sotto il tappeto.

Cambiano anche le regole per gli impianti industriali di grandi dimensioni come acciaierie, centrali elettriche e a carbone, cementifici, raffinerie, stabilimenti chimici, rigassificatori e inceneritori: d’ora in poi più si produrrà e più alto sarà il quantitativo di reflui che si potranno scaricare in mare. Il profitto prima della salute, l’industria prima dell’ambiente. La sezione ambientale del Decreto Competitività è una beffa ad anni di conquiste nell’ambito della salute pubblica. Come se le pagine oscure di Taranto e Casale Monferrato non fossero mai state scritte.

In poco più di un anno ben quattro decreti sulle bonifiche sono stati emanati da tre diversi governi. All’inizio del 2013, nelle ultime settimane del Governo Monti, il ministro Corrado Clini portò Siti di interesse nazionale (quelli maggiormente inquinati e pericolosi per la salute) da 57 a 39, affidandone 18 alla competenza delle Regioni. Il Decreto del Fare del Governo Letta previde che le bonifiche potessero essere compiute “ove economicamente possibile”. Con Destinazione Italia è stato previsto un condono, con contributi pubblici erogati anche per finanziare le bonifiche a carico dei responsabili dell’inquinamento. Nessuno dei tre decreti ha sortito gli effetti sperati, anzi, il margine di operatività è stato ridotto al minimo e il Decreto Competitività l’ammissione di una sconfitta per la collettività e una vittoria per le aziende coinvolte nella stagione dei veleni che possono assistere compiaciute alla progressiva riduzione della chiamata alle proprie responsabilità a opera della politica.

Fonte: Ecoblog

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La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica su scala europea riguardo alla direttiva sull’acqua potabile, in particolare al fine di migliorare l’accesso all’acqua potabile di qualità nell’UE.

L’obiettivo della presente consultazione è comprendere meglio le opinioni dei cittadini sulla necessità di intervenire e sull’eventuale portata degli interventi per migliorare l´erogazione di acqua potabile di alta qualità. I risultati della consultazione saranno utilizzati per decidere se e quando rivedere la direttiva 98/83/CE sull’acqua potabile.

Il questionario tiene conto anche di altre questioni sollevate dall´iniziativa dei cittadini europei “Right2Water” (COM(2014)177 final), ad esempio l’accessibilità dei prezzi), che esulano dal campo di applicazione dell’attuale direttiva sull’acqua potabile e dovranno forse essere affrontate attraverso altre iniziative o strumenti nazionali o a livello dell’UE.

La consultazione è aperta dal 15 giugno al 15 settembre 2014.

Oltre a compilare il questionario, tutti i portatori d´interessi (comprese le amministrazioni nazionali, le organizzazioni internazionali, le organizzazioni non governative e le altre parti interessate o i singoli cittadini) possono inviare ai servizi della Commissione i loro pareri scritti sulle questioni ivi trattate al seguente indirizzo: ENV-DRINKING-WATER@ec.europa.eu

Compila il questionario qui.

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