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Archive for settembre 2012

E’ stato presentato il 24 settembre 2012 il rapporto Air quality in Europe – 2012, predisposto dall’Agenzia europea per l’ambiente. Risultati piuttosto preoccupanti per il nostro Bel Paese: valori elevati e spesso fuorilegge per il particolato (insieme delle sostanze sospese in aria come fibre, particelle carboniose, silice, metalli, inquinanti liquidi o solidi di vario genere), per monossido di carbonio, ozono, nickel, benzene, monossido di carbonio, Pm10, Pm2,5. Nelle aree urbane e in campagna. E questo si traduce nella riduzione dell’aspettativa di vita di due anni, quando va bene. Sarebbe proprio ora di voltare pagina.

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Gli esempi virtuosi sono sempre da prendere come riferimento, in questo caso parliano nuovamente di Capannori, che nell’ottobre 2011 ha inaugurato questo Centro del riuso che ad oggi ha già all’attivo dei numeri davvero invidiabili. L’amministrazione di Maranello da tempo sta pensando a qualcosa di analogo adiacente all’isola ecologica di Pozza. Sarebbe un altro passo importante per la riduzione dei rifiuti.

Ma come funziona il centro del riuso? I cittadini portano in questo centro oggetti che porterebbero all’isola ecologica ma ancora utilizzabili come ad esempio mobili, elettrodomestici, oggettistica, libri, abbigliamento e altri oggetti ancora in buono stato, e potranno essere riutilizzati direttamente dai cittadini o nelle iniziative di solidarietà. I cittadini che si servono dell’isola ecologica, oltre a contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, hanno dei benefici economici. I rifiuti, infatti, vengono conferiti vengono pesati e il peso loro, a seconda del materiale, viene trasformato in punti che i cittadini accumulano su una scheda magnetica. Coloro che a fine anno superano i 500 punti ricevono, come premio, un bonus da 20 euro.

Ma ecco i dettagli del centro:

Numeri da record per il Centro del riuso di Lammari, frazione di Capannori (LU), gestito dai volontari dell’associazione “La Bisacca” in convenzione con Caritas, Comune e Ascit, che si trova in viale Europa accanto all’isola ecologica. Dall’inizio dell’anno sono già stati recuperati, e quindi non mandati in discarica, mobili ed elettrodomestici per oltre 41 tonnellate. Questi sono poi stati riparati dal personale della struttura e distribuiti (altro…)

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Weekend denso di appuntamenti. Sabato 15 arriva la “notte rossa” (vedi programma) con molti spettacoli ed iniziative culturali dedicate alla cittadina ed alla tradizione motoristica.

Domenica è il turno di Giro di Gusto (vedi dettagli), dalle ore 8,00 una giornata alla scoperta dei sapori genuini della zona a chilometri zero “nella Terra del Mito” e le sue produzioni tipiche con una attività escursionistico-culinaria adatta a tutti.

Un weekend assolutamente da non perdere, parola del MoVimento!

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A fine agosto sul sito dell’arpa emilia romagna è stato pubblicato un volume che raccoglie gli esiti delle attività sperimentali relative alla qualità dell’aria in prossimità dell’inceneritore del Frullo di Granarolo dell’Emilia (BO), svolte nell’ambito del progetto Moniter.
Le “domande di conoscenza” che stavano all’origine del progetto Moniter erano le seguenti: quali sono i principali inquinanti emessi dagli inceneritori situati in Emilia-Romagna? Le emissioni degli inceneritori sono distinguibili da quelle delle altre fonti di inquinamento atmosferico? Quanto influiscono sulla qualità dell’aria e dell’ambiente circostante? Abitare vicino a un inceneritore ha causato negli anni un aumento del rischio per la salute?
Questo “Quaderno di Moniter”, il quarto in ordine di uscita della serie, espone in estrema sintesi i risultati del lavoro delle sette linee progettuali in cui si è articolato il progetto, che per quasi quattro anni ha impegnato molte decine di tecnici e ricercatori e numerose istituzioni nella ricerca di risposte rigorose a quelle domande.

Il monitoraggio ambientale, le analisi chimiche sul particolato atmosferico e sul sistema acqua-suolo-pianta, le misure fisiche e le analisi statistiche dei dati hanno avuto il compito di aumentare la conoscenza della qualità dell’aria nelle zone circostanti gli impianti di incenerimento. A questo scopo sono stati valutati anche aspetti meno noti del particolato atmosferico, attraverso la ricerca di inquinanti e microinquinanti non monitorati per legge nei controlli di routine.

Si tratta di una buona ricerca che però deve essere considerata come un punto di partenza e non di arrivo. Citiamo infatti una parte delle conclusioni:

“va comunque detto che, ai fini della conoscenza dei rischi ambientali (non solo quelli causati dall’inceneritore) della popolazione residente, l’indagine fin qui eseguita non può ritenersi completa ed esaustiva.
Manca, per esempio, un’analisi altrettanto dettagliata di altre fonti inquinanti e a maggiore impatto, quale il traffico veicolare, da comparare ai profili tossicologici e genici ottenuti per i siti oggetto dello studio, e in particolar modo i siti Frullo Est e Calamosco, e da includere nella procedura di valutazione del rischio. Una indagine futura non può prescindere da questa preziosa informazione per comprendere la reale entità degli effetti osservati negli studi di tossico genomica e quantificarne il peso all’interno di una più generale esposizione ad aria inquinata.”

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In riferimento all’articolo sull’acqua piovana, l’amministrazione di maranello ha risposto:

“Il Regolamento Urbanistico Edilizio di Maranello prevede all’art. 64 comma 2 negli interventi di nuova costruzione e ristrutturazione totale di edifici (residenziali, produttivi, terziario-direzionali e agricoli) l’obbligo di un impianto di recupero delle acque piovane e non la volontarietà

Questa a tutti gli effetti è una ottima notizia, e siamo felici di poter dare questa rettifica. Verificheremo che le nuove costruzioni abbiano quindi un adeguato impianto di raccolta delle acque piovane e vi terremo aggiornati.

(altro…)

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Gli effetti meteorologici allarmanti che stanno interessando anche il nostro paese, mostrano che le previsioni dell’arrivo di importanti cambiamenti climatici, avversate o minimizzate in passato, stanno invece, purtroppo, cominciando a manifestarsi con preoccupante puntualità. In passato abbiamo trattato l’acqua come se tale risorsa come fosse illimitata e gratuita. Oggi ci accorgiamo che le falde acquifere non sono inesauribili.

 L’acqua delle nuvole è l’acqua più pura che ci sia. Ma quando cade sulla terra sotto forma di pioggia, neve o altro, l’acqua piovana pulisce l’atmosfera da tutto quello che vi è presente: un litro di pioggia può pulire più di 300.000 litri d’aria. Le precipitazioni si arricchiscono con i gas di scarico che l’uomo disperde nell’aria, e questi, insieme ad altri inquinanti, rendono acida l’acqua. Tutte le sostanze inquinanti dovrebbero essere eliminate alla fonte, perché una volta che le precipitazioni abbiano contaminato l’acqua e il suolo, l’intervento di depurazione è molto più difficile.

L’italia è ai primi posti tra i paesi europei con riferimento alla domanda complessiva di acqua. Rispetto ad una media dei paesi dell’UE di 604 metri cubi per abitante all’anno, il nostro Paese registra un valore stimato intorno ai 908 metri cubi per abitante all’anno. Più di noi solo l’Olanda.

 Alcune campagne come quella della Civiltà dell’acqua  “Raccogli e riutilizza l’acqua piovana” suggerisce una buona pratica per ottimizzare i consumi di acqua di ciascun cittadino. Installando un sistema di raccolta e filtrazione dell’acqua piovana nelle nostre case potremo ridurre il consumo di acqua potabile del 30%.

Ci sono comuni come quello di Pieve di Soligo (Prov. di Treviso) che ha deliberato una ordinanza specifica sul consumo di acqua ed ha adottato già dal 2010 un Regolamento Edilizio Comunale che ha già previsto, in presenza di aree scoperte, private o condominiali, in sede di progetto per un intervento, ristrutturazione e risanamento, l’implementazione nel sottosuolo di una idonea vasca di raccolta delle acque meteoriche, con capacità non inferiore a 50 litri/mq di area scoperta, da utilizzarsi per l’irrigazione o altre finalità di uso domestico o comunque  non potabile.

Il comune di Maranello in tal senso ha previsto solo la realizzazione obbligatoria di impianti fotovoltaici per le nuove abitazioni di minimo 3kw, mentre per il recupero dell’acqua piovana al momento è presente un requisito “volontario” (quindi non obbligatorio) all’interno del RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio). Sarebbe un altro passo avanti verso il risparmio delle risorse idriche. Presto vi mostreremo come sia possibile installare un impianto di recupero dell’acqua piovana anche con serbatoio estetico esterno ad un costo decisamente abbordabile.

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