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Archive for the ‘Rifiuti’ Category

Prosegue la realizzazione del programma partecipato per le amministrative 2019-2024!!!

Vi aspettiamo lunedì ore 21:00 presso la sala civica degli Orti di Gorzano, dove continueremo il percorso che ci porterà alla stesura del programma partecipato per le prossime amministrative.

Come definito nell’incontro precedente, mercoledì inizieremo la discussione su due temi cardine per il nostro territorio: Commercio e Gestione del Territorio.

L’evento come sempre è pubblico e aperto a tutti, 2024 stiamo arrivando!!!

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Prosegue la realizzazione del programma partecipato per le amministrative 2019-2024!!!

Vi aspettiamo mercoledì 19 settembre ore 20:45 presso la sala civica degli Orti di Gorzano, dove continueremo il percorso che ci porterà alla stesura del programma partecipato per le prossime amministrative.

Come definito nell’incontro precedente, mercoledì inizieremo la discussione su due temi cardine per il nostro territorio: eventi e mobilità.

L’evento come sempre è pubblico e aperto a tutti, 2024 stiamo arrivando!!!

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Continua la realizzazione del programma partecipato per le amministrative 2019-2024!!!

Vi aspettiamo mercoledì 18 aprile ore 21:00 presso la sala civica degli Orti di Gorzano, dove proseguiremo il percorso che ci porterà alla stesura del programma partecipato per le prossime amministrative.

Come definito nell’incontro precedente, mercoledì inizieremo la discussione su due temi molto importanti: ambiente e turismo.

L’evento come sempre è pubblico e aperto a tutti, 2024 stiamo arrivando!!!

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VEDELAGO. Dei rifiuti ha fatto il suo lavoro e la sua missione. Tanto da essere indicata da Beppe Grillo e dal Movimento Cinque Stelle come la massima esperta in materia di riciclo al cento per cento, quando tale scelta era un’utopia poco percorsa. Carla Poli si è spenta domenica 18 dicembre all’ospedale di Bassano dov’era ricoverata da qualche settimana. Aveva 68 anni. Una malattia ha consumato la sua tempra di guerriera in un mese e mezzo, poco più.

A fine degli anni Ottanta, quando nella Marca l’emergenza si declinava come smaltimento dei rifiuti, ha virato dalle cave alle discariche. I bacini erosi dalle ruspe per “estrarre” il prezioso oro bianco, la ghiaia, diventavano ottimi contenitori per i rifiuti. Ed eccola entrare come socia fondatrice con altri cavatori nella società Geonova, specializzata nel trattamento dei rifiuti. Allora trattamento si traduceva in raccolta e successivo smaltimento nelle ex cave di montagne di rifiuti urbani e non, il nuovo tesoro. Riese, Vedelago, San Floriano di Castelfranco, Istrana: i “buchi” fatti dalle ruspe venivano riempiti con immondizie in base a un decreto della Provincia di Treviso che consentiva questa nuova vita alle cave. Un decreto avversato fino alla Corte Costituzionale e alla vittoria definitiva contro il fronte dei cavatori dall’ex sindaco di Vedelago, Remigio Parisotto.

Carla Poli ha voluto un albero come simbolo della Geonova, segno della sua propensione per le tematiche ambientali. A fine anni Novanta si è cimentata nel mondo delle acque: con un socio ha dato vita a Fonte Margherita, uno stabilimento a Torrebelvicino, nel Vicentino. Impresa non felice, chiusasi con un fallimento. Nel 2000 l’avvio del Centro Riciclo Vedelago, in cui Poli ha messo tutta la sua filosofia del recupero totale del rifiuto (plastica e carta, in particolare), trasformato da problema a risorsa.

Un’esperienza innovativa, premiata e portata in palmo di mano in tutt’Italia come via da seguire per risolvere l’emergenza immondizia scoppiata ovunque. In quell’anno un incendio doloso in casa sua, letto come un avvertimento. Carla Poli allora era chiamata ovunque a relazionare sul Centro Riciclo, un’idea in cui ha creduto anche l’Europa stanziando fondi e crollata con la dichiarazione di fallimento nel 2014, al diffondersi della nuova raccolta differenziata dei rifiuti. Da allora si è dedicata al suo agriturismo Tenuta Verde, aperto nel 1986.

Fonte: tribunatreviso.gelocal.it

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Mappa Amianto

Leggiamo oggi sulla stampa locale che il Comune di Maranello ha affidato alla ditta Aereodron il censimento delle coperture pubbliche e private per verificare la presenza di amianto, attraverso droni, con un importo di spesa di 8540€. Il censimento parte oggi e durerà circa una quindicina di giorni. Il passaggio successivo al monitoraggio sarà contattare i proprietari degli edifici, in cui si è rilevata la presenza di amianto, per valutare lo stato di conservazione del materiale e, dove necessario, richiederne la dismissione e la bonifica del sito. A questo proposito, nelle settimane scorse è stato approvato dalla Commissione Ambiente del Senato l’emendamento che introduce il credito di imposta del 50% per le imprese che effettuano interventi di bonifica dall’amianto. Il bonus, con uno stanziamento di 5,7 milioni all’anno per tre anni, sarà attivo per il 2016 e verrà applicato sulle dichiarazioni che arrivano fino al 2019. Due i tipi di incentivi previsti per le bonifiche: un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute per i soggetti titolari di reddito d’impresa che effettuano nel 2016 interventi di bonifica d’amianto su beni e strutture produttive, e un fondo per finanziare gli interventi sugli edifici pubblici.

Ma una mappatura indicativa era già stata effettuata dal MoVimento 5 Stelle ben 3 anni fa, gratis, e senza l’utilizzo di attrezzature specifiche. Mappatura che rimettiamo a disposizione di chi effettuerà una nuova indagine affinchè possà partire da una analisi già consolidata.

La mappa dell’amianto è consultabile al questo link.

MoVimento 5 Stelle Maranello

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Il 22/12/15 è stata protocollata presso il comune di Maranello la relazione finale Arpa in merito alle analisi sull’affioramento di rifiuti in un campo arato adiacente al percorso Tiepido tra Maranello e Colombaro, dove in parte si confermano le valutazioni già anticipate nella relazione preliminare del 04/11/15.

Sondaggio 1

Sondaggio 2

Nelle tabelle è possibile osservare quanto rilevato su due dei tre sondaggi effettuati. Arpa infatti, tra le conclusioni riporta:

· gli esiti analitici nei suoli confermano le rilevazioni visive di campo, ovvero il trattarsi di rifiuti urbani, tuttavia si assiste ad un limitato arricchimento della componente di metalli pesanti (in particolare cadmio, mercurio piombo e zinco) nei suoli a contatto con il corpo dei rifiuti;
· pur non essendo l’intento di questa indagine, da una ricostruzione approssimativa si fornisce la stima dei dati di superficie interessata dai rifiuti (2500 mq),volumetria (2900 mc) e massa (5000 tonn);
· per quanto attiene alle attuali finalità di indagine, l’area appare sufficientemente individuata e delimitata.

In ragione di quanto emerso per garantire condizioni di salvaguardia ambientale ai sensi della normativa vigente, occorre:
1) prevedere il ripristino dello stato di luoghi, provvedendo alla rimozione dei rifiuti ai sensi dell’art. 192 del D.lgs 152/06 da parte del soggetto responsabile se individuato, poichè: “chiunque viola i divieti (di abbandono rifiuti ndr) è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi in solido con il proprietario (…) ai quali tale violazione sia imputabile a titolo di dolo o colpa”. (…) Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie e il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati e al recupero delle somme anticipate”;
2) l’obbligazione è naturalmente in capo al Comune se non si individua il soggetto responsabile, o se sia attribuibile al Comune stesso la responsabilità dell’evento di abbandono;
3) in alternativa, ipotizzando il trattarsi di una discarica di rifiuti urbani, appare possibile valutare la messa in sicurezza permanente dell’area provvedendo a garantire quanto richiesto dal D.Lgs 36/03 (attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti).

A seguito della relazione finale di Arpa, il comune di Maranello ha emesso in data 23/12/15 una ordinanza dove, per esigenze di urgenza di tutela della salute pubblica, ha disposto l’immediata recinzione dell’area e posto il divieto di utilizzo del terreno, ivi compresa la coltivazione, il pascolo ed il divieto di raccolta del materiale vegetale.

Ora restano ancora molteplici interrogativi in merito a questa vicenda, sia per quanto riguarda le aree adiacenti all’area delimitata (che visivamente hanno la stessa tipologia di rifiuti), sia per quanto riguarda le responsabilità, dato che una tale mole di rifiuti depositata non può che essere stata effettuata da qualcuno con mezzi adeguati a tale tipo di movimentazione (trattandosi di una stima di 5000 tonnellate di rifiuti).

“La relazione finale di Arpa è una conferma ai nostri sospetti” afferma Matteo Cursio, consigliere comunale del MoVimento 5 Stelle Maranello “di pericolosità di quel terreno, e l’urgenza con la quale è stata depositata una ordinanza urgente con il relativo impegno di spesa di 5.400€ per delimitare in modo sicuro l’area è altrettanto indicativo. Ora restano parecchi dubbi da chiarire, per nulla banali, non si nascondono 5000 tonnellate di rifiuti senza che nessuno sappia nulla della vicenda, e sulle aree limitrofe la questione è ancora aperta”

Area oggetto di sondaggio 1

Area oggetto di sondaggio 1

Dalla Regione (Servizio tecnico di Bacino) al momento non è giunta nessun tipo di risposta in merito a chi abbia affettuato e diretto i lavori di posa delle gabbionate lungo l’argine del tiepido.

Riportiamo la mappa dell’area interessata.

Area oggetto di indagine

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Siamo ad una nuova puntata sul caso della discarica abusiva rilevata in un campo arato adiacente al percorso Tiepido tra Maranello e Colombaro in una zona non nuova ad eventi di questo genere. Durante il consiglio comunale del 6 ottobre l’amministrazione ha fornito una serie di risposte che avevano lasciato parecchie perplessità.

Dato che ARPA ha dichiarato:

Le aree limitrofe al torrente Tiepido sono state visionate: in ragione degli elementi oggettivi emersi e delle pregresse attività di indagine non sono state ritenute meritevoli di approfondimenti.

Il MoVimento 5 Stelle ha continuato ad andare a fondo alla questione, effettuando una nuova richiesta di accesso agli atti per capire quali fossero le “pregresse attività di indagine”. Ed una volta ricevuta la documentazione, quello che ha scoperto il MoVimento 5 Stelle ha dell’incredibile:

Mappa dell'area oggetto di bonifica tra il 1995 ed il 2001

Mappa dell’area oggetto di bonifica tra il 1995 ed il 2001

l’amministrazione aveva dichiarato che non presenti atti inerenti a bonifiche effettuate nell’area oggetto della discarica abusiva, ma così non sembra. Infatti, da come si evince nella mappa catastale di sinistra, nel 1995 è stato approvato il progetto di bonifica (a firma dell’allora sindaco Bertacchini) di “Rifiuti speciali e tossici di origine ceramica” che si è conclusa nel 2001. Guardando la mappa catastale e riportando le aree bonificate su una mappa satellitare, emerge con inequivocabile certezza che l’area A1 ed A2 sono esattamente le stesse oggetto della segnalazione di rifiuti abusivi di questi mesi.

Quello che è  più allarmante è il fatto che nel rapporto preliminare dell’Arpa di novembre 2015 è dichiarato: Da una valutazione merceologica e qualitativa sui rifiuti emersi, seppur approssimativa, la datazione di interramento sarebbe compatibile con gli anni 1960 primi anni ‘70.

Ora: l’area è la stessa oggetto di una bonifica di rifiuti speciali che è stata dichiarata completata nel 2001. Inoltre l’amministrazione aveva dichiarato che non fossero presenti atti inerenti bonifiche precedenti in quell’area, quindi affermando un fatto non veritiero.

“Ci hanno detto si tratta di rifiuti solidi urbani, che non esistevano bonifiche precedenti in quelle aree e quando abbiamo scoperto che proprio nelle medesime aree dai documenti acquisiti è emersa una bonifica di rifiuti speciali pericolosi, completata nel 2001, hanno provato a dirci che le aree non erano quelle. Leggendo il rapporto preliminare ARPA dove dichiara che l’interramento dei rifiuti presenti oggi in quell’area sarebbe stato effettuato tra gli anni’ 60 e gli anni ’70, è chiaro che qualcosa davvero non quadra” afferma Matteo Cursio, Capogruppo M5S Maranello “il terreno risulta bonificato da rifiuti ceramici nel 2001, ma al momento contaminato da rifiuti urbani interrati nel 1970, cosa è realmente successo?

A questo punto abbiamo chiesto una commissione ambiente URGENTE” conclude Cursio “dove chiederemo ad ARPA di  relazionare e chiarire questi aspetti discordanti, al fine di procedere al più presto con la bonifica della zona.”

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È da quasi tre decenni che le aree prospicienti il Torrente Tiepido sono oggetto di monitoraggio e di conseguenti interventi da parte dell’amministrazione comunale in merito al rinvenimento di discariche abusive. Una storia senza fine che nonostante tutto continua a ripetersi.

Aree oggetto del rinvenimento della discarica abusiva di rifiuti

Aree oggetto del rinvenimento della discarica abusiva di rifiuti

Questo è un breve estratto delle attività svolte a partire dal 1988 fornito dall’amministrazione comunale a fronte di una interpellanza del MoVimento 5 Stelle Maranello in merito ad un nuovo affioramento di rifiuti in un’area adiacente a quelle già riportate nel presente elenco.

3 settembre 1988
A seguito di lavori di modellamento del terreno eseguiti dalla società di promozione del golf (attuale Golf Modena), emerge la presenza di rottami ceramici in un’area demaniale adiacente il Torrente Tiepido a Pozza di Maranello stimata in mq 100 di superficie.

14 settembre 1988
I rifiuti di evidente origine industriale ceramica vengono classificati dall’ USL 17 come tossico nocivi, che ne consiglia dunque la rimozione e lo smaltimento.

20 settembre 1988
Emissione di ordinanza a carico della Società Promozione Golf per la rimozione e lo smaltimento del materiale rinvenuto.

4 ottobre 1988
La Società Promozione Golf inizia la bonifica dell’area interessata, avendo affidato l’intervento alla ditta “Coop.va Servizi Ecologici” di Casalgrande. L’intervento, effettuato sotto il controllo diretto dell’USL 17, ha comportato la rimozione di 1181,20 quintali di materiale.

ottobre 1988
Contemporaneamente all’intervento di bonifica sul primo sito ritrovato, vengono svolti numerosi altri sondaggi in tutta l’area (più di 50 sondaggi), che rivelano la presenza nell’area demaniale del torrente Tiepido di un’altra discarica di rifiuti di origine ceramica stimata in 2150 mq di superficie (area non in concessione alla Società Promozione Golf) e per un volume di 3000 mc. La consistenza della discarica e l’incertezza sui ruoli e le competenze per la bonifica obbligano l’amministrazione a prorogare l’ordinanza per lo smaltimento della discarica e a ricercare un accordo con la Provincia di Modena per far rientrare l’opera di risanamento di quest’area all’interno del finanziamento appositamente predisposto dal Ministero.

febbraio 1989 – luglio 1989
Con ordinanze nr. 979 e 980 e 1031 il Sindaco del Comune di Maranello ordina al Demanio Statale e al Demanio Regionale di provvedere alla rimozione e allo smaltimento definitivo del terreno contaminato e del materiale tossico nocivo rinvenuto nelle superfici interessate dalla discarica abusiva di rifiuti.

dicembre 1994
La Regione Emilia Romagna comunica l’approvazione del finanziamento per il progetto di bonifica della discarica abusiva di rifiuti ceramici nell’alveo del Torrente Tiepido, previsto dal Piano Triennale di Tutela Ambientale 1994-1996 (intervento nr. 49).

gennaio 1995
Il Comune di Maranello affida a SAT spa la committenza per la progettazione e la realizzazione della bonifica.

febbraio 1995 – febbraio 1998
Il Comune di Maranello approva il progetto esecutivo dei lavori di bonifica, con un importo a base d’asta di 718.407.500. L’intervento prevede la bonifica del sito di Maranello (successivamente denominato Pozza 1 e 2) e del sito posto sull’altra sponda del Torrente Tiepido in Comune di Castelvetro (denominato Solignano 1).

luglio 1998
Aggiudicazione della gara d’appalto alla ditta Cooperativa Servizi Ecologici di Veggia di Casalgrande, e successiva rideterminazione del quadro economico di spesa.

maggio – ottobre 1999
La Regione Emilia Romagna individua i siti da inserire nel programma di bonifica del comprensorio ceramico Sassuolo Scandiano e li propone al Ministero per l’inserimento nell’elenco del sito nazionale (ne fanno parte anche i siti (2) Pozza 1 e 2 e (4) Solignano 1, in corso di bonifica da parte del Comune di Maranello).

febbraio 2001
La Provincia di Modena certifica la conclusione delle operazioni di bonifica ambientale. Durante i lavori è stata riscontrata la presenza di rifiuti ceramici anche nell’area adiacente al sito di proprietà del Golf Club Modena spa, stimati in 600-800mc.

ottobre 2001
Il Ministero dell’Ambiente approva il decreto di individuazione dei siti di bonifica di interesse nazionale, che individua anche il sito Sassuolo Scandiano, per la cui perimetrazione occorre l’intesa con gli enti locali.

novembre 2001
Perimetrazione provvisoria del sito “Sassuolo Scandiano”, nel quale vengono ricompresi i siti (2) Pozza 1 e 2, (3) Solignano 2 e (4) Solignano 1. Il Comune di Maranello, a seguito di confronto con gli altri enti locali interessati, richiede che anche il sito Golf Club venga ricompreso nella perimetrazione del sito nazionale.

maggio 2002
Approvazione del certificato di regolare esecuzione dei lavori realizzati per bonificare il sito Pozza 1 e 2.

ottobre 2002
Il Ministero apporta una variazione alla perimetrazione del sito proposta, inserendo anche il sito (2a) Golf Club.

da marzo 2003 a novembre 2004
Prime conferenze dei servizi indette dal Ministero per i procedimenti relativi agli interventi di bonifica.

marzo 2005
Il comune di Maranello invia al Ministero copia del certificato di avvenuta bonifica dei siti Pozza 1 e 2 e Solignano 1.

28/09/2005
Conferenza di servizi decisoria e istruttoria, durante la quale:
– Il Golf Club Modena spa presenta il piano di caratterizzazione del sito e conferma l’intenzione di eseguire l’intervento di bonifica una volta ottenute le dovute approvazioni;
– emerge la necessità che ARPA provveda a caratterizzare le acque di falda relative al sito Pozza 1 e 2, mediante la realizzazione di piezometri ubicati a monte e a valle del sito;
– si richiede ad ARPA e alla Regione Emilia Romagna di presentare il Piano generale di caratterizzazione delle acque di falda entro la fine del mese di dicembre 2005;
– viene approvata la proposta di ARPA relativa ai parametri di caratterizzazione dei siti contaminati da fanghi ceramici.

20/07/06
Conferenza di servizi istruttoria, che ha ritenuto il piano di caratterizzazione presentato dal Golf Club approvabile con prescrizioni.

25/01/2007
La società Golf Club Modena spa trasmette il piano di bonifica.
luglio 2007
Approvazione da parte della Giunta Comunale di adesione alla proposta regionale di accordo per elaborazione proposte progettuali unitarie da sviluppare in accordo con il Ministero per la caratterizzazione acque di falda e bonifica siti ceramici restanti.
gennaio – febbraio 2008
La società Golf Club Modena spa esegue le operazioni di bonifica dei rifiuti ceramici (circa 3000 tonnellate).

luglio 2008
ARPA Modena invia a Comune, Provincia, Regione e Ministero l’esito sui controlli svolti sulle operazioni di caratterizzazione e bonifica eseguite dal Golf Club, giudicate positivamente concluse.

da ottobre 2008
ARPA svolge analisi sui piezometri per la caratterizzazione acque di falda, che confermano la corretta esecuzione delle opere di bonifica.

DM 11 gennaio 2013
Il Ministero toglie il sito di bonifica Sassuolo Scandiano dall’elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale; i siti ivi compresi ricadono nuovamente nella competenza regionale dettata dal D.Lgs 152/2006.
Per ciò che concerne l’area indicata nella mappa allegata all’interpellanza, ad oggi non è stato possibile individuare alcun atto, antecedente la segnalazione del 5 settembre scorso, che identifichi la situazione oggetto della presente interpellanza.

5 Settembre 2015

Nuova segnalazione da parte di un dittadino in merito all’affioramento di rifiuti in un’area adiacente a quelle sopraelencate la segnalazione n.517/2015 del 05.09.2015 è stata presa in carico immediatamente dalla polizia municipale che ha provveduto ad effettuare un primo sopralluogo e successivamente a demandare, per competenza, le attività al Servizio Ambiente e Patrimonio Pubblico.

9 Settembre 2015

Il Servizio Ambiente e Patrimonio Pubblico ha effettuato un sopralluogo con Arpa, nel corso del quale sono state definite le attività successive

29 Settembre 2015
Sono state realizzate trincee esplorative volte alla definizione dell’area d’intervento ed all’individuazione del materiale presente in loco.

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Tiepico discarica

Foto di dettaglio dell’argine del tiepido dove hanno ceduto le briglie

Il MoVimento 5 Stelle Maranello, a seguito della segnalazione di un cittadino, ha depositato una interpellanza in merito all’affioramento di rifiuti in un campo arato adiacente al percorso Tiepido tra Maranello e Colombaro in una zona non nuova ad eventi di questo genere. E durante il consiglio comunale del 6 ottobre è arrivata la risposta da parte dell’amministrazione che ha fornito una serie di eventi cronologici di un certo rilievo in merito alla bonifica di numerose aree adiacenti a quelle interessate già dalla fine degli anno ’80. Un dettagliato rapporto che però non ha lasciato parecchie perplessità quando alla domanda inerente alla conoscenza di segnalazioni antecedenti al quella effettuata il 5 settembre in quelle specifiche zone, la risposta è stata:

“Ad oggi non è stato possibile individuare alcun atto che lasci pensare che in passato si siano avute segnalazioni in merito ad analoghe tipologie di rifiuto, ovvero rifiuti solidi urbani nell’area specifica oggetto dell’interrogazione. Agli atti del Comune di Maranello non risultano essere presenti atti inerenti la bonifica dell’area in oggetto.”

Dettaglio stratificazione rifiuti sul torrente tiepido

Dettaglio stratificazione rifiuti sul torrente tiepido

Quindi, dopo che nelle zone adiacenti a quella oggetto della segnalazione, in quasi 30 anni (seguirà un articolo specifico su questo tema) sono stati bonificati quasi 4000 metri cubi di rifiuti pericolosi, nessuno si sarebbe mai accorto di nulla? E poi, quali criteri hanno portato a identificare i materiali in rifiuti solidi urbani, vista l’evidenza di sacchi riportanti la dicitura “industriale”, nonché l’assenza di campionamenti all’interno del letto del torrente, dove ad una semplice analisi visiva è più che palese la differente provenienza dei rifiuti (vedi foto di dettaglio dell’argine)?

Ma cosa è accaduto una volta effettuala la segnalazione il 5/9?

“L’ufficio Patrimonio Pubblico ha effettuato un sopralluogo con Arpa il 9/09, nel corso del quale sono state definite le attività successive: il  29/9 sono state realizzate trincee esplorative volte alla definizione dell’area d’intervento ed all’individuazione del materiale presente in loco. Il 2/10 è stato inoltre richiesto alla proprietà, in via precauzionale, di non coltivare l’area delimitata a seguito delle trincee eseguite il 29/9”

Come si fa a definire un’area “opportunamente delimitata” semplicemente piantando alcuni piccoli paletti in legno, non colorati e non collegati da nessun nastro e con la totale assenza di cartelli informativi? Nell’attesa di capire la pericolosità di tali rifiuti sarebbe quantomeno auspicabile una chiara ed evidente segnalazione e delimitazione dell’area interessata.

Area "opportunamente delimitata"

Area “opportunamente delimitata”

Abbiamo inoltre richiesto quando furono effettuati i lavori di posa delle gabbionate di contenimento, quale azienda si occupò dei lavori, chi era il responsabile dei lavori e chi era il responsabile comunale addetto al controllo della corretta esecuzione dei lavori.  Domande alle quali ci è stato risposto che “le gabbionate furono poste in opera presumibilmente dalla Regione Emilia Romagna Servizio Tecnico di Bacino, a cui compete la realizzazione delle opere idrauliche lungo il Torrente Tiepido, è stata richiesta a tale ente l’indicazione temporale relativa alla realizzazione delle stesse, l’indicazione della ditta che le realizzò ed il nome del responsabile dell’esecuzione dei lavori. La legislazione vigente pone in capo al comune la competenza e la responsabilità di verificare le opere idrauliche realizzate da enti di secondo livello, i quali provvedono autonomamente a certificare l’esecuzione dei lavori. Pertanto non vi è un responsabile comunale addetto a tale controllo. “

Attendiamo quindi fiduciosi di capire  chi abbia affettuato e diretto i lavori, anche se risulta quantomeno singolare  che si utilizzino parole come “presumibilmente”, che non si conosca direttamente questa informazione, e che non vi sia nemmeno un riferimento presso il comune che si sia occupato di controllare i lavori svolti sul proprio territorio da altri enti, che in questo modo risulta eseguito in completa autocertificazione.

Vi sono ancora altri interrogativi senza risposta, ai quali abbiamo richiesto ulteriori approfondimenti dei quali vi terremo aggiornati. Al momento ci auguriamo che venga mantenuto quanto riportato dall’amministrazione in questa dichiarazione:

“Nel caso in cui si dovessero rilevare i presupposti per una denuncia alla magistratura ordinaria, si effettueranno tutti gli atti dovuti, ed in relazione a quanto emerso si provvederà a coinvolgere gli enti competenti in materia, al fine di addivenire alle migliori soluzioni possibili.”

Riportiamo la mappa dell’area interessata.

Aree oggetto del rinvenimento della discarica abusiva di rifiuti

Aree oggetto del rinvenimento della discarica abusiva di rifiuti

Scarica la nostra interpellanza: M5SMar_Interpellanza discarica tiepido

Scarica la risposta dell’amministrazione: risposta interpellanza discarica tiepido

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Stalattiti_amianto

Uno dei servizi che il Gruppo Hera offre, è il servizio gratuito di raccolta a domicilio di cemento/amianto – eternit

Come è noto, si tratta di materiale pericoloso che non può essere conferimento nei cassonetti stradali, non può essere abbandonato a fianco degli stessi, e non può essere portato nelle stazioni ecologiche (D.M. 13/05/2009 dal 16/01/2010), ma occorre raccogliere questi rifiuti derivanti da piccole demolizioni domestiche con le opportune cautele e in sicurezza.

Cosa è possibile far ritirare: Canne fumarie o tubazioni (max 3 metri lineari), cassette per ricovero animali domestici (max n.1), pannelli – lastre piane e/o ondulate (max n.6, circa 12 mq, o 30 kg), piastrelle per pavimenti/linoleum (max 15 mq o 30 kg), piccole cisterne per acqua (max n 2 di dimensioni massime di 500 litri).

Modalità di ritiro

  • Cosa deve fare il cliente: Compila il piano di lavoro semplificato scaricabile dal sito della provincia o dell’AUSL di Modena.
    Conferisce il materiale accompagnato da due copie del piano di lavoro semplificato timbrato dal Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’AUSL competente; tali copie vengono firmate per ricevuta dall’operatore che effettua il ritiro a domicilio dei rifiuti, a seguito della verifica della corrispondenza fra quanto conferito e quanto riportato nel piano di lavoro, una copia viene data al cliente che provvederà ad inviarla all’AUSL entro un mese dal ritiro.
  • Norme di sicurezza: Proteggersi con tuta, guanti monouso e mascherina usa e getto con filtro P3 durante l’operazione di rimozione e confezionamento del manufatto. Al termine del lavoro, i DPI devono essere conferiti assieme al rifiuto all’interno dei teli di plastica.
    Tratta il manufatto su tutta la superficie con un prodotto incapsulante certificato di tipo D (colla tipo vinilica) in soluzione acquosa, colorata (eventualmente aggiungendo alcune gocce di vernice colorata), con il metodo a spruzzo a bassa pressione (utilizzando una pompa a spalla o una spruzzetta manuale) o a pennello, prima della sua rimozione.
    Racchiude il manufatto con teli di plastica sigillati con nastro adesivo; lastre e pannelli devono essere confezionati singolarmente
  • Tempistica: Il servizio viene mediamente eseguito ogni 30 giorni. Si precisa che, per esigenze organizzative, l’intervento di ritiro potrebbe subire variazioni con appuntamenti anticipati o posticipati rispetto alla data prevista.
  • Presenza cliente al momento del ritiro: il cliente deve essere presente per il ritiro della documentazione di cui sopra (dichiarazione di avvenuto ritiro rilasciata dall’operatore).

(Fonte: Sito specifico di Hera)

Come già trattato qualche anno fa in uno specifico articolo (leggi), il cittadino che si ritrova un manufatto in questo pericoloso materiale ha 2 possibilità: o rivolgersi a ditte specializzate, o attenersi a quanto prescritto nelle precedenti modalità di ritiro, sicuramente meno onerose come costi, ma molto più complicate dal punto di vista burocratico e dalle attività da fare per far si che il rifiuto venga correttamente ritirato dal gestore dei rifiuti. Il nostro consiglio è quello di monitorare costantemente lo stato di conservazione dei manufatti (in tal senso può essere molto utile consultare le linee guida sullo stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto e della valutazione del rischio, emesso dall’arpa). Qual’è il rischio? Che si verifichino casi di coperture molto degradate (quindi potenzialmente molto pericolose), e che si possano verificare casi di abbandono abusivi di manufatti di amianto sul territorio, pertanto invitiamo tutta la cittadinanza a vigilare su eventuali comportamenti non corretti e segnalarli preventivamante alle istituzioni (ad esempio via whatsapp alla polizia municipale di Maranello al numero 3297504432), visto l’elevata presenza di questo materiale sul nostro territorio (vedi la mappa dell’amianto che abbiamo realizzato per sensibilizzare cittadini ed istituzioni in merito alla notevole rilevanza del problema sul nostro territorio). E’ importante ricordare che l’esposizione, anche di breve durata, alle fibre di amianto aumenta drasticamente il pericolo di contrarre forme tumorali delle vie respiratorie, come il carcinoma polmonare ed il mesotelioma (tumore della pleura). Purtroppo tali malattie non sono immediatamente riscontrabili ma si manifestano solo dopo 15-30 anni e bisogna tener presente che l’effetto cancerogeno provocato dall’amianto viene amplificato maggiormente nei fumatori o più in generale in chi è esposto ad agenti inquinanti (gas di scarico, fumi industriali, esalazioni derivate dal catrame ecc..), per questo è indispensabile la collaborazione di tutti i soggetti interessati, ma per primi i cittadini. Contattateci se vi servono ulteriori informazioni a riguardo.

MoVimento 5 Stelle Maranello 

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Tiepico discarica

Foto di dettaglio dell’argine del tiepido dove hanno ceduto le briglie

Il MoVimento 5 Stelle Maranello, a seguito della segnalazione di un cittadino, ha depositato una interpellanza in merito all’affioramento di rifiuti in un campo arato adiacente al percorso Tiepido tra Maranello e Colombaro, di fronte all’area già nota agli inquirenti denominata “Frattina”.

“Si tratta di una vera e propria discarica abusiva” afferma Matteo Cursio consigliere comunale M5S “con materiali potenzialmente pericolosi. I rifiuti sono affiorati in due aree distinte, nelle prossimità del depuratore a seguito dell’aratura di un campo e poche decine di metri più a monte, all’interno del letto del torrente, emersi a causa dell’erosione del Tiepido che, distaccando le briglie di contenimento, ha portato alla luce questi rifiuti

Proprio la vicinanza di queste due aree fa temere una zona interessata ben più ampia dei singoli affioramenti” continua Cursio “proprio per questo motivo riteniamo necessaria l’esecuzione di carotaggi per consentire la definizione della zona oggetto di scarico di rifiuti, e al fine di procedere con la relativa bonifica e con la denuncia dei responsabili. Così come abbiamo chiesto chi fossero i responsabili dei lavori di posa delle briglie di contenimento, in quanto risulta impossibile non aver visto i rifiuti durante l’intervento.

Basta osservare la documentazione fotografica” conclude Cursio “per constatare che siamo in presenza di un chiaro ed evidente danno ambientale. Sono passati molti anni ma la natura ha fatto riaffiorare la verità, crediamo sia il momento di fare luce sulla questione”

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 Stalattiti_amianto

 

 

Sono ben 34mila i siti contaminati da amianto in Italia, una cifra destinata a crescere perché frutto di una mappatura ancora in corso da parte di Inail, ministero dell’Ambiente e Regioni. L’amianto è presente anche nelle tubature dell’acqua, in tetti di vecchi case, dove meno te lo aspetti l’amianto c’è. E di amianto si muore. E’ necessario smaltirlo evitando che fibre di amianto vengano disperse nell’ambiente, proteggendo anche gli operatori preposti a tale compito. Il prof. Norberto Roveri di Bologna e il suo team di ricercatori italiani all’avanguardia hanno ideato un metodo innovativo che permette di eliminare l’amianto e produrre, per reazioni, dei materiali da immettere nel mercato. Il procedimento è stato brevettato e suscita l’interesse di tutto il mondo. Oggi vi raccontiamo la sua storia.

Blog – Quando ha iniziato a studiare l’amianto?
Prof. Norberto Roveri – Buongiorno a tutti, sono un professore di chimica, ordinario di chimica generale all’Università di Bologna. Ho sempre fatto ricerca accademica dal 1972 e solo nel 2000, con il mio gruppo, abbiamo iniziato a studiare le fibre di amianto perché abbiamo visto che pochissimi chimici avevano mai studiato l’amianto. Più che altro medici, biologi, per patologie che l’amianto comportava e geologi e abbiamo capito subito perché.

Perché se dal punto di vista chimico noi studiamo questa fibra, notiamo che la fibra è estremamente eterogenea, certo ogni campione è diverso dall’altro, in qualsiasi cosa minerale, ma la fibra di amianto è diversa a livello nanometrico. A seconda di dove cresce la fibra: se trova alluminio diventa in un modo, se trova ferro, se non lo trova, può essere addirittura un cristallo piano non tossico. Allora come si fa a studiare un campione chimicamente se poi quello che ne deriva è totalmente diverso? Da questa domanda è nata l’idea di dire: facciamocelo nel laboratorio! Siamo riusciti dopo un anno, a sintetizzare amianto, un amianto bellissimo, nanometrico, perfetto, perché? Perché aveva solo magnesio, non aveva nessun contaminante. Questo ci ha dato successo scientifico perché per la prima volta si aveva uno standard di riferimento: fibre di amianto pulite, non tossiche. Nel 2008 abbiamo letto un articolo di un ricercatore dell’est, il quale diceva: (altro…)

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legname

Le eccezionali nevicate dei primi di febbraio hanno generato una elevata quantità di materiale ligneo che può arrecare disagio e pericolo per i cittadini.

Dato che l’affidamento a ditte che si occupino della rimozione del legname costituiscono un notevole costo per l’amministrazione a fronte di tempi incerti sul completo ripristino del suolo pubblico, il MoVimento 5 Stelle Maranello ha presentato un Ordine del Giorno da trattare nel prossimo consiglio comunale che impegni l’amministrazione di consentire ai cittadini la raccolta per uso personale, domestico e senza scopo di lucro, del legname giacente a terra.

E’ una iniziativa già intrapresa da alcuni comuni intorno a noi” spiega Matteo Cursio capogruppo del M5S “come nel territorio di Valsamoggia, una scelta di buonsenso, perchè individua nel cittadino il soggetto più idoneo alla rimozione di questo materiale. I cittadini possono intervenire tempestivamente e profiquamente, sgravando il comune da costi aggiuntivi e recuperando legna (per uso domestico e senza scopi di lucro), che altrimenti diventerebbe solo fonte di degrado.

Ci auguriamo che l’amministrazione accolga positivamente questa richiesta” conclude Cursio “magari emanando immediatamente un’ordinanza, anticipando così i tempi tecnici dell’approvazione in consiglio di questa nostra proposta, perché vi sono oggettivi vantaggi per tutti”.

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Raccolta differenziata Maranello

Prosegue a Maranello la riorganizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti, la cui percentuale ha raggiunto il 65,1% (la media provinciale è del 58,9%, e l’obiettivo fissato dal Piano dei rifiuti della Regione Emilia-Romagna è il raggiungimento del 75% entro il 2020). Il Comune di Maranello e Hera, gestore del servizio, hanno dato il via ad un nuovo sistema di raccolta dei rifiuti che prevede modifiche alle dotazioni delle isole ecologiche di base e l’avvio di una fase divulgativa e formativa “casa per casa” per spiegare ai cittadini le novità per il conferimento della raccolta differenziata.

Nel mese di luglio sono stati introdotti, nelle isole di base, nuovi contenitori per il conferimento separato del materiale organico: due cassonetti differenti, uno per i resti di cucina e l’altro per le potature, per potenziare la raccolta differenziata e la qualità del materiale organico recuperato, oltre a migliorare il processo di compostaggio e a contenere le percentuali di rifiuti indifferenziati.

Sarà inoltre ampliato l’utilizzo di cassonetti della raccolta differenziata di carta e plastica con apertura a tutto coperchio, più comodi per i cittadini. Saranno poi introdotti cassonetti a conferimento limitato per la raccolta dei rifiuti indifferenziati, visti gli importanti risultati ottenuti in termini di riduzione dei rifiuti indifferenziati nei territori in cui sono stati utilizzati.

In questi giorni il Comune ha inoltre avviato la fase di formazione dei volontari che a partire da settembre si incaricheranno di spiegare ai cittadini del capoluogo e delle frazioni come migliorare la raccolta differenziata, come cambieranno le isole di base, dove reperire il materiale necessario ai cittadini per potenziare la qualità della raccolta differenziata e quali incentivi sono previsti a fronte di una raccolta più virtuosa.

Il progetto sarà svolto in collaborazione con alcune associazioni del territorio, tra cui il Gruppo Scout di Maranello e Legambiente. Il primo incontro di formazione ha visto la partecipazione di diversi volontari, a testimonianza dell’interesse tra i cittadini per l’importanza delle tematiche ambientali. I momenti di formazione continueranno per permettere ad altri volontari del Comune di Maranello di ottenere importanti informazioni sull’andamento della raccolta differenziata, utili a svolgere questo importante servizio alla collettività.

Fonte:  Il nuovo giornale di Modena

Ora, considerato che negli ultimi 5 anni le azioni messe in campo hanno fatto aumentare la percentuale di raccolta differenziata solo del 3%, per poter passare dal 65% al 75% entro meno di 6 anni, queste azioni non è detto che si dimostrino sufficienti. E’ fondamentale puntare sulla formazione dei cittadini, ma senza una reale politica orientata verso il porta a porta con tariffazione puntuale riteniamo sia oggettivamente difficile. Inoltre i costi per i cittadini sono in aumento nonostante l’aumento dei cittadini virtuosi che non hanno visto nessun tipo di agevolazione. Vi sarà un costante monitoraggio della situazione da parte nostra, quindi non esitate a contattarci!

Gruppo MoVimento 5 Stelle Maranello

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Grazie all’attivista Ivan di Maranello, è venuta alla luce una zona di degrado nel comune di Serramazzoni. Si tratta di una vera e propria discarica a cielo aperto con rifiuti di ogni genere, anche in mezzo ad un torrente con i relativi rischi sulla contaminazione dell’acqua. In questo caso l’inciviltà di alcuni ha portato alla deturpazione di un territorio in prossimità di Cà Bartolacelli con rifiuti di ogni genere: dagli ingombranti, alle gomme fino alle lastre di Amianto. Casi come questi vanno assolutamente denunciati ed il territorio va salvaguardato. Vedi il video e le foto di dettaglio su www.serra5stelle.it.

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