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Posts Tagged ‘Inceneritore’

10_things_2013_smallE’ stata approvata il 27 novembre scorso dalla Commissione Ambiente del Parlamento Europeo la risoluzione presentata da Vittorio Prodi su “una strategia europea per i rifiuti di plastica nell’ambiente”, dove si chiedono interventi per il contenimento e la riciclabilità dei rifiuti in materiale plastico. La risoluzione è indirizzata alla Commissione e al Consiglio Europeo: non è vincolante e deve ancora essere approvata dal Parlamento Europeo.

Nel documento, articolato su 11 punti, si chiede “la definizione di obiettivi specifici per la raccolta e la cernita nonché criteri obbligatori per la riciclabilità (chiarendo le distinzioni tra riciclaggio meccanico/organico e recupero/incenerimento, con l’intento di raggiungere una percentuale di plastica riciclata pari almeno al 75% entro il 2020), un’etichettatura specifica dei materiali che informi i consumatori in merito alla riciclabilità meccanica od organica degli stessi e, infine, criteri per la sostituzione dei prodotti di plastica monouso o caratterizzati da un ciclo di vita breve con materiali riutilizzabili e più duraturi”.

Al punto 4 della risoluzione si ipotizza la chiusura delle discariche entro il 2020 “senza che tuttavia un simile provvedimento porti a incentivare l’opzione del recupero energetico rispetto al riciclaggio”; risultato da conseguire attraverso (altro…)

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differenziata

Premessa

Con la nostra iniziativa ” Per un nuovo accordo Anci Conai ” abbiamo evidenziato quali fossero gli aspetti dell’accordo in scadenza che penalizzano i Comuni e il raggiungimento di migliori standard qualitativi (oltre che quantitativi) della raccolta differenziata RD attraverso la pubblicazione di uno specifico Dossier. L’ Associazione Comuni Virtuosi ha collaborato con la Commissione Ambiente dell’Anci affinchè alcune delle proposte contenute nel Dossier – che riteneva di vitale importanza per il futuro della raccolta differenziata in Italia – potessero arrivare al tavolo delle trattative con il Conai. Tali proposte sono finalizzate ad aumentare le risorse economiche a sostegno della raccolta degli imballaggi che i Comuni ricevono dal Conai (ma che coprono meno di un  terzo di quanto i comuni spendano) e a rimuovere altri ostacoli che hanno  determinato una gestione poco trasparente di alcuni passaggi del ciclo di gestione dei materiali da imballaggio dal momento della raccolta differenziata in poi. La necessità di raggiungere i tassi di riciclo di materia al 50% e la gestione dei rifiuti come risorse che ci chiede l’Europa,  nonché l’urgenza di fare partire la green economy per il comparto del riciclo,  richiedono misure urgenti a sostegno degli Enti locali e dell’economia dei territori. Un recente studio elaborato per la Commissione Europea stima che la piena attuazione della legislazione UE sui rifiuti consentirebbe di risparmiare 72 miliardi di euro l’anno, aumenterebbe di 42 miliardi di euro il fatturato annuo dell’industria della gestione e del riciclaggio dei rifiuti e creerebbe oltre 400 000 posti di lavoro entro il 2020. Purtroppo il ddl contenente una serie di misure ambientali appena approvato dal Consiglio dei ministri, e presentato dal ministro Andrea Orlando come  “un primo passo” per i settori della green economy dell’economia italiana, non contiene le risposte che servirebbero per una transizione italiana verso una società del riciclo e dell’uso efficiente delle risorse. Mentre Governi lungimiranti come quello francese o della Scozia stanno puntando sull’economia circolare per una prevenzione dei rifiuti ed una loro gestione eco efficiente ( per affrontare al contempo il riscaldamento climatico) noi siamo al censimento degli inceneritori … Vi sottoponiamo il punto di vista di un imprenditore del settore del riciclo della plastica che, in una lettera aperta apparsa ieri a pagamento sul Sole 24 ore, denuncia la situazione del suo settore.

Caro Cittadino, è bene che tu sappia (parte prima):

… ho fondato e dirigo un’azienda che oggi occupa più di 400 persone con il suo indotto, senza mai aver beneficiato di finanziamenti pubblici, che crea dai rifiuti un volume d’affari in Italia di quasi 100 Milioni di Euro l’anno e produce anche in questo momento valore aggiunto da ciò che altri considerano solo un costo, magari facendolo pagare alla collettività. La mia azienda ricicla – in Italia – più del 10% di tutta la plastica riciclata nel nostro Paese. Questo permette di far risparmiare ogni anno più di 120.000 tonnellate di emissioni di CO2 rispetto a quanto avverrebbe con produzioni realizzate in materie plastiche vergini. Non basta, questa attività utilizza buona parte del materiale plastico riciclato per produrre gli stessi imballaggi plastici che ha raccolto e riciclato; alla fine della loro vita li raccoglie e ricicla nuovamente. E’ presa quale esempio di “circular economy” da numerose aziende estere che tentano di imitare questo modello. Sono orgoglioso di essere italiano ma non posso ulteriormente sopportare, anche come imprenditore, quello che vedo accadere; in estrema sintesi:

• Subisco un costo energetico praticamente doppio rispetto ai miei competitor esteri. Il Governo concede sgravi per le imprese energivore ma… si “dimentica” del comparto del riciclo delle materie plastiche che permette enormi risparmi di emissioni CO2 e savings energetici rispetto alla produzione di plastiche vergini;

• Davanti a modelli virtuosi dal punto di vista ambientale che fanno anche risparmiare il cittadino, il nostro Paese continua a preferire e supportare sistemi monopolistici per la gestione dei rifiuti da imballaggio che, tra l’altro, chiedono un sacco di denaro ai cittadini senza dimostrare di raggiungere i minimi risultati richiesti dalla legge, annichilendo iniziative quali la mia. Nei Paesi evoluti, invece, viene incentivata e sostenuta l’apertura del mercato a molteplici operatori messi tra loro in concorrenza con regole paritarie;

• Vedo che la Commissione Europea sta discutendo come creare nuovi posti di lavoro e benefici ambientali attraverso l’aumento drastico degli obiettivi di riciclo, mentre in Italia stiamo ancora chiedendoci come fare a costruire nuovi termovalorizzatori e/o aumentare una raccolta differenziata di rifiuti plastici che non tiene però conto del loro effettivo recupero, anzi togliendo l’opportunità ai pochi volenterosi di fare impresa nel nostro Paese, cioè di creare occupazione e realtà innovative, e sempre a spese del cittadino!

E’ per il mio orgoglio di essere italiano che ho ingaggiato, nell’interesse non solo mio, una battaglia chiedendo che queste cose cambino, ma concretamente e velocemente, per non essere costretto a trasferire la mia attività all’estero. Vi terrò informati Roberto Alibardi – Aliplast s.p.a.

Fonte: www.comunivirtuosi.org – articolo Il disagio dei riciclatori apparso su Polimerica.it

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28-Giugno-Invito-a-serata-sul-tema-RICICLO

Venerdi 28 giugno dalle ore 20.45 presso la Sala Civica della Scuola Media Fiori in via Landucci, 1b a Casinalbo di Formigine si terrà un interessante incontro per scoprire come funziona una corretta gestione dei rifiuti in uno dei centri più virtuosi d’Italia, il Centro Riciclo di Vedelago.
Verrà approfondito il tema della gestione e trattamento dei rifiuti con la dottoressa Carla Poli, che dal 1999 gestisce il centro riciclo rifiuti di Vedelago srl (www.centroriciclo.com), un impianto di stoccaggio e selezione meccanica-manuale di rifiuti ai fini del recupero dei materiali utili al riciclaggio, con un bacino di utenza di circa 1.150.000 abitanti ed un recupero dei rifiuti che si aggira al 99%. Durante l’incontro sarà lasciato ampio spazio alle domande da parte del pubblico.

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Mercoledi 24 Marzo è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero da 14 cittadini tra i rappresentanti delle realtà sociali promotrici e tra i coordinatori regionali della Campagna di raccolta firme.
Per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di 50mila firme, i promotori mirano ad almeno il doppio, potendo contare su una rete già costituita in tutta Italia: sono già oltre 14 i coordinamenti regionali già costituiti e 6 quelli in costituzione.
La legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento riufiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Quest’ultimo punto – sottolineano i promotori – non è da sottovalutare: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi, sarebbe l’unica grande opera di cui il paese ha bisogno.
La raccolta firme è partita in tutta Italia subito dopo Pasqua. La conclusione della raccolta e la successiva presentazione della Proposta di Legge sono previste prima della pausa parlamentare estiva.
La Campagna Legge Zero Rifiuti, di cui fanno parte realtà sociali e comitati territoriali, invita tutte le forze politiche presenti in parlamento a sostenere la raccolta firme e a promuovere incontri per approfondire i contenuti innovativi presenti nel testo nonché ad impegnarsi a portare avanti l’iter legislativo una volta raccolte le firme.

COS’E’ “RIFIUTI ZERO”
Rifiuti Zero è una strategia che si propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti, facendo tendere la quantità di rifiuti da conferire in discarica allo zero, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente un processo di incenerimento o discarica. Il processo assomiglia al riutilizzo delle risorse fatto dalla natura. Tra i suoi maggior teorizzatori vi è il prof. Paul Connett, docente della St. Lawrence University (Canton).
Nell’industria questo processo coinvolge la creazione di attrezzature differenti da quelle utilizzate (altro…)

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pampersVi siete mai chiesti dove vanno a finire tutti i pannolini sporchi ‘usa e getta’? Prima vengono gettati nel bidone del secco indifferenziato e, poi, inviati agli inceneritori oppure seppelliti nelle discariche. Si calcola che i pannolini usati rappresentano, infatti, il 3% dei 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, con conseguenze devastanti sull’ambiente. L’ideale sarebbe utilizzare i pannolini lavabili, lo sappiamo bene, e smettere di produrre i pannolini ‘usa e getta’. Ma, dal momento che una grossa parte della popolazione non riesce proprio a farne a meno, un’azienda italiana ha cercato di trovare una soluzione al problema. E ci è riuscita.

La soluzione innovativa a questo problema dall’enorme e devastante impatto ambientale nasce a Vedelago (Treviso) ed è destinata a fare scuola a livello globale. E’ infatti stato installato il primo impianto al mondo per il riciclo 100% dei pannolini sporchi, presso il “Centro Riciclo Vedelago”. E non poteva essere altrimenti: il “Centro Riciclo Vedelago s.r.l.” (CRV) è un impianto di stoccaggio e di selezione dei rifiuti all’avanguardia e conosciuto in tutto il mondo.

Si tratta di una tecnologia del tutto inedita e di un investimento da circa 5 milioni di euro, che è stato sostenuto dal CRV in partnership tecnologica con la Fater SpA, azienda italiana produttrice di (altro…)

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CapannoriDa mercoledì 2 gennaio entra in vigore su tutto il territorio comunale un sistema di calcolo della bolletta dei rifiuti più preciso e più equo: la Tia Puntuale.

Capannori è il primo Comune ad adottare questo sistema in provincia di Lucca e tra i primi in Toscana. Una vera e propria rivoluzione che interesserà 18.610 utenze domestiche e 2.650 utenze non domestiche. Un altro importante passo avanti che l’amministrazione comunale compie verso Rifiuti Zero.

La Tia puntuale permetterà ai cittadini che producono meno rifiuti non differenziabili di avere una bolletta più leggera. In pratica sarà applicato un sistema di calcolo della bolletta basato sul numero di ritiri dei sacchi di colore grigio che contengono i rifiuti  non riciclabili. I sacchi grigi sono dotati di una etichetta adesiva contenente un Tag con all’interno un chip al quale è associato il codice utente che sarà letto con apposito dispositivo installato sul mezzo utilizzato per la raccolta.  Il lettore registrerà il codice del microchip, la data e l’ora del ritiro, il veicolo e l’operatore in servizio.

Con questo sistema ogni famiglia, alla quale è stato consegnato un Kit di 26 sacchi grigi e materiale informativo, sarà incentivata a selezionare i materiali riciclabili in modo da ridurre al minimo la quantità dei rifiuti residui da smaltire. Coloro che esporranno i rifiuti meno di una volta a settimana, anziché una come avviene adesso, si vedranno applicare una riduzione in bolletta. Un modo quindi anche per premiare le famiglie virtuose.

Per l’amministrazione comunale sono due gli obiettivi principali della tia puntuale, oltre alle riduzioni in bolletta: l’incremento della percentuale di differenziazione dei rifiuti (pari all’82% secondo gli ultimi dati certificati autunno dalla Regione Toscana) e l’aumento dell’efficienza della raccolta da parte di Ascit.

Nelle 8 frazioni della zona sud, Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno, Verciano, Massa Macinaia, Toringo e Parezzana dove il nuovo  sistema è partito in via sperimentale dallo scorso 1° gennaio, la percentuale di raccolta differenziata ha superato il 90%: un risultato davvero molto positivo.

L’entrata in vigore della  Tia Puntuale è stata preceduta da una ventina di assemblee pubbliche  promosse sul territorio da Comune e Ascit per informare tutti i cittadini sul funzionamento del nuovo sistema.

Fonte: comunivirtuosi.org

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Lunedi 5 Novembre 2012 abbiamo organizzato un incontro tra l’amministrazione di Maranello e quella di Capannori in merito alla gestione dei rifiuti e la partecipazione popolare. Già questo per noi è motivo di orgoglio, e riteniamo che sia stata una esperienza istruttiva. Ma andiamo con ordine. Per l’amministrazione di Maranello erano presenti l’assessore all’ambiente Patrizia Caselli, il Direttore dell’ufficio tecnico Roberto Bolondi, il tecnico dell’ufficio ambiente Bazzani, e noi del MoVimento 5 Stelle Maranello. Per Capannori era presente l’assessore all’ambiente ed alla partecipazione Alessio Ciacci.
Ma veniamo alla realtà di Capannori: 160km quadrati, 46.000 abitanti in 40 circoscrizioni.
Alessio Ciacci ci presenta quanto svolto dall’amministrazione di Capannori in questi anni sui temi della raccolta di rifiuti, sulla partecipazione popolare e le iniziative importanti implementate, partendo dagli impianti fotovoltaici installati sul municipio (20Kw) e su 4 scuole (4 impianti da 10kw cadauno). Ma sull’edilizia hanno fatto di più: infatti su tutte le nuove edificazioni costruite in bioedilizia in legno vi è un incentivo che consiste in una forte riduzione degli oneri di urbanizzazione, mentre tutte le nuove strutture pubbliche sono realizzate in classe energetica A. Sono stati realizzati infatti alcuni alloggi popolari con questa logica. L’azienda che ha vinto l’appalto degli appartamenti è la System di Solignano. Ma veniamo al tema dei rifiuti: la Sperimentazione del Porta a porta a Capannori parte dal 1995. Prima di questa scelta le percentuali di raccolta differenziata erano decisamente basse, intorno al 30-35%. Per la partenza del porta a porta è stata fondamentale la grande informazione ed il coinvolgimento di tutti i cittadini: tantissimi incontri nei bar, parrocchie e nelle varie circoscrizioni. Agli incontri è stata abbinata una informazione ancora più capillare grazie alle associazioni di zona alle quali è stato riconosciuto un contributo di (altro…)

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Mercoledì 24 ottobre 2012 ore 21.00 presso la sala G.Ulivi viale Ciro Menotti 137 Modena verrà presentato e proiettato il docufilm “Il Caso Inalca“, il racconto di una battaglia di legalità e democrazia portata avanti dai cittadini dei Comuni maggiormente interessati da questo progetto.
La ricostruzione cronologica e normativa dell’iter che ha portato alla bocciatura, dimezzamento ed approvazione del progetto iniziale “Impianto per la valorizzazione energetica di biomasse di origine animale” presentato dalla ditta di macellazione carni Inalca alla provincia di Modena.
Al termine della proiezione seguiranno aggiornamenti sul caso e discussione.

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A fine agosto sul sito dell’arpa emilia romagna è stato pubblicato un volume che raccoglie gli esiti delle attività sperimentali relative alla qualità dell’aria in prossimità dell’inceneritore del Frullo di Granarolo dell’Emilia (BO), svolte nell’ambito del progetto Moniter.
Le “domande di conoscenza” che stavano all’origine del progetto Moniter erano le seguenti: quali sono i principali inquinanti emessi dagli inceneritori situati in Emilia-Romagna? Le emissioni degli inceneritori sono distinguibili da quelle delle altre fonti di inquinamento atmosferico? Quanto influiscono sulla qualità dell’aria e dell’ambiente circostante? Abitare vicino a un inceneritore ha causato negli anni un aumento del rischio per la salute?
Questo “Quaderno di Moniter”, il quarto in ordine di uscita della serie, espone in estrema sintesi i risultati del lavoro delle sette linee progettuali in cui si è articolato il progetto, che per quasi quattro anni ha impegnato molte decine di tecnici e ricercatori e numerose istituzioni nella ricerca di risposte rigorose a quelle domande.

Il monitoraggio ambientale, le analisi chimiche sul particolato atmosferico e sul sistema acqua-suolo-pianta, le misure fisiche e le analisi statistiche dei dati hanno avuto il compito di aumentare la conoscenza della qualità dell’aria nelle zone circostanti gli impianti di incenerimento. A questo scopo sono stati valutati anche aspetti meno noti del particolato atmosferico, attraverso la ricerca di inquinanti e microinquinanti non monitorati per legge nei controlli di routine.

Si tratta di una buona ricerca che però deve essere considerata come un punto di partenza e non di arrivo. Citiamo infatti una parte delle conclusioni:

“va comunque detto che, ai fini della conoscenza dei rischi ambientali (non solo quelli causati dall’inceneritore) della popolazione residente, l’indagine fin qui eseguita non può ritenersi completa ed esaustiva.
Manca, per esempio, un’analisi altrettanto dettagliata di altre fonti inquinanti e a maggiore impatto, quale il traffico veicolare, da comparare ai profili tossicologici e genici ottenuti per i siti oggetto dello studio, e in particolar modo i siti Frullo Est e Calamosco, e da includere nella procedura di valutazione del rischio. Una indagine futura non può prescindere da questa preziosa informazione per comprendere la reale entità degli effetti osservati negli studi di tossico genomica e quantificarne il peso all’interno di una più generale esposizione ad aria inquinata.”

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Sempre in tema di raccolta differenziata, pubblichiamo il dossier di Legambiente sui comuni ricicloni 2012 (dossier_ricicloni_2012-6)

I comuni virtuosi italiani che quest’anno si meritano l’appellativo di “Riciclone” sono 1123 e rappresentano 6.820.799 di cittadini. Se a questi aggiungessimo i 3.075.486 degli altri 365 comuni che hanno rispettato l’obiettivo di legge del 60% di raccolta differenziata, arriveremmo a contare quasi 10 milioni di cittadini, col cui contributo, si recuperano materiali da destinare alla produzione di nuovi beni e si abbattono emissioni di gas climalteranti.
L’asticella si è alzata al 65% di raccolta differenziata finalizzata al recupero dei rifiuti raccolti nel corso del 2011: questo, il limite da superare nella XIX edizione del concorso di Legambiente per accedere alle graduatorie dei comuni ricicloni d’Italia. Si tratta dell’obiettivo che la legge italiana (art. 205 del Testo Unico Ambientale) ha previsto per l’anno in corso, ma che la Giuria ha deciso di anticipare per rimarcare che Comuni Ricicloni è un premio all’eccellenza.
Se la soglia minima di raccolta differenziata finalizzata al recupero, è la condizione per essere considerato “riciclone” da Legambiente, la classifica viene determinata dall’Indice di Buona Gestione che rappresenta l’insieme di azioni intraprese
dal comune per governare i rifiuti prodotti dai cittadini: viene considerata la produzione totale di rifiuti pro capite (e quindi le azioni di riduzione), la separazione di rifiuti pericolosi, i metodi di raccolta e l’efficienza del sistema. In poche parole: la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del servizio.

L’INDICE DI BUONA GESTIONE
La normativa comunitaria e nazionale indicano come la gestione dei rifiuti urbani in un determinato ambito territoriale debba essere valutata non solo in base alla percentuale di raccolta differenziata, ma considerando anche (altro…)

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Ogni tanto proviamo un certo senso di soddisfazione a riportare buone notizie che in ottica futura possono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente ed al riciclaggio preferito all’incenerimento o al conferimento in discarica e che si rivolge a tutti gli utilizzatori di stoviglie in plastica monouso.

Corepla conferma l’avvio, a partire dal 1° maggio, della raccolta differenziata per le stoviglie monouso in plastica.

La raccolta interesserà piatti e bicchieri, ma non posate o altri beni durevoli, un mutamento di procedura che nelle previsioni del Consorzio di filiera porterà un volume aggiuntivo  di 140mila tonnellate di plastica, potenzialmente destinata al riciclo. A condizione che la qualità del materiale raccolto sia sufficientemente buona.

Corepla ricorda infatti l’importanza di un corretto conferimento delle stoviglie, che devono essere prive di qualsiasi residuo solido o liquido. Prima di essere messe nel contenitore della plastica, piatti e bicchieri vanno quindi adeguatamente svuotati, fatte salve le normali tracce di quanto hanno contenuto; in questo modo non si rischia di sporcare tutto il materiale raccolto, che renderebbe piu complesse ed antigieniche le successive operazioni di selezione e di avvio a riciclo o recupero.

“Quella dei piatti e bicchieri di plastica – spiega il Delegato Anci all’Energia e ai Rifiuti, Filippo Bernocchi – è un’importante novità, che va nella direzione di facilitare ai cittadini il conferimento dei materiali nella raccolta differenziata. Sono state così  accolte le istanze di numerosissimi Comuni italiani. Da questa estensione, potrà derivare non solo un beneficio ambientale ma anche l’opportunità per i Comuni di veder potenzialmente aumentare in misura considerevole i corrispettivi ricevuti a fronte del materiale correttamente conferito. Ci appelliamo ai cittadini e alla loro collaborazione perchè, per dare successo a questo processo, è necessario conferire piatti e bicchieri che non contengano residui di cibo e bevande”.

Anche il Presidente di Corepla, Giuseppe Rossi, sottolinea l’importanza del cambiamento: “Questa estensione della raccolta differenziata rappresenta un’opportunità oltre che un fattore di chiarezza. E’ un’opportunità perchè i piatti e bicchieri monouso in plastica inseriti nella corretta raccolta differenziata, potranno continuare ad offrire tutta la loro praticità con in più la certezza di un loro effettivo recupero. Al tempo stesso, riteniamo di aver fornito a tutti i cittadini un elemento di semplificazione oltre ad aver eliminato dubbi ed incertezze”.

“La decisione di Conai, resa operativa dal Comitato di coordinamento Anci/Conai, viene incontro alla esigenza di agevolare i compiti dei cittadini e si inquadra nella politica di incentivare la raccolta differenziata urbana secondo elevati standard qualitativi“, aggiunge il Presidente del Conai, Roberto De Santis.

Fonte: www.plasticaverde.eu
Leggi il comunicato stampa congiunto del Corepla, Conai ed Anci

 

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Trasformare i pannolini usati in arredi urbani ed oggetti in plastica, eliminarli dalle discariche, sottrarli dalle fauci degli   inceneritori: questa è la sfida vinta da Pampers con il Centro Riciclo Vedelago (TV) e il Comune di Ponte nelle Alpi (BL)  che stanno dando vita al primo sistema sperimentale in Italia di raccolta e riciclo dei pannolini usati.

I rifiuti sono energia, sono materia e lavoro “sprecati”, sono un indicatore della nostra inefficienza. Il “secco non riciclabile”     è una delle unità di misura dell’ insostenibilità del nostro sistema economico e produttivo. Rendere sostenibile il ciclo della produzione e del consumo, attraverso processi di miglioramento continuo è un impegno che a tutti i livelli le istituzioni devono sottoscrivere e praticare.

Ponte nelle Alpi vuole andare oltre la raccolta differenziata e affrontare, assieme ad aziende responsabili, le ultime frontiere dell’indifferenziato per giungere  al Riciclo Totale.

L’impatto dei pannolini

In Italia si producono ogni anno poco più di 32 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, il 3% di questi è rappresentato da prodotti assorbenti per la persona di tutte

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In provincia Vince Nonantola, dove ‘differenziano’ quasi due cittadini su tre, ma anche Maranello, Fiorano e Castelnuovo si meritano un `bravo’, visto che la raccolta differenziata ha superato abbondantemente il 60% dei rifiuti prodotti. E poi c’è la ‘fascia B’, quelli che superano il 55% : Bomporto (59%),Carpi (58,8%), Formigine (58,5%), Sassuolo (58,3%), Campogalliano (56,5%), Bastiglia (56,3%), San Cesario (56,2%). Modena si attesta al 51%, un punto sotto la media provinciale, mentre in fondo alla classifica ci sono i Comuni dell’Appennino: maglia nera per Montecreto che si ferma al 15,1%, Montese al 16,5%, Frassinoro al 19,6%, Palagano al 24,7 e Montefiorino al 29%, mentre Polinago arriva al 30,4%, Sestola al 30,7%, Pievapelago al 33,2%, Guiglia al 34%, Fiumalbo al 35,4, Fanano al 35,9% e Lama Mocogno al 36,1%. Complessivamente, i modenesi hanno prodotto nel 2010 oltre 464 mila tonnellate di rifiuti, in pratica ogni modenese produce ogni anno 662 chili di spazzatura. Di questi rifiuti quasi 242 mila tonnellate sorto state raccolte in modo differenziato (345 chili per abitante).

Nonostante tutto l’assessore all’ambiente di modena Stefano Vaccari mantiene la stessa linea di Hera: (altro…)

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Il 28/9/2011 si è tenuta una fiaccolata silenziosa davanti al comune di serramazzoni in concomitanza con l’incontro chiesto con l’amministrazione dal comitato per la tutela della satute e dell’ambiente di San Dalmazio. Sono state fatte richieste specifiche ed il sindaco davanti alle telecamere di telestudio ha assicurato che l’inceneritore non si farà perchè nuoce alla salute dei cittadini. Ma la battaglia continua ed il comitato oltre alle parole attende i fatti. Se non ci sarànno risposte chiare il movimento è pronto ad andare avanti. Il MoVimento 5 Stelle era presente per sostenere questa causa (Vedi video allegato).

Non si tratta solo della Comunità di San Dalmazio ma di tutto il territorio modenese. Quando per profitto viene messa in secondo piano la salute dei cittadini occultando tutta la verità sul dissociatore molecolare che vorrebbero costruire è chiaro che non è più il tempo di stare a guardare.

Per maggiori informazioni si veda il Blog del Comitato San Dalmazio

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Martedi 19 Luglio si è tenuto un incontro tra il MoVimento 5 Stelle Maranello (Fabio e Matteo del Blog), Hera Modena (Dott. Gasparetto) e l’amministrazione comunale di Maranello (sindaco Bursi ed assessore all’ambiente Caselli) in merito alla gestione dei rifiuti. L’occasione si è rivelata propizia per approfondire i vari punti di vista su questo tema particolarmente sensibile.

La posizione di Hera sulla gestione dei rifiuti non è quella di andare unicamente verso il porta a porta, ma di mantenere un mix di varie tipologie di gestione: cercare di implementare il porta a porta dove sia possibile mantenere inalterati i costi al cittadino, continuare con la raccolta stradale, ridurre progressivamente i contenitori dell’indifferenziata ed aumentare la percentuale di raccolta differenziata pur mantenendo il conferimento in discarica ed incrementando l’incenerimento dei rifiuti.

Per quanto riguarda l’amministrazione di Maranello, al momento è previsto un monitoraggio delle attività messe in campo da Hera per perseguire i risultati prefissati, per poi iniziare a pensare ad ulteriori implementazioni con logiche come quelle del porta a porta anche non nell’immediato.

 Vogliamo riportare la trascrizione dell’incontro in modo oggettivo ed integrale per poi replicare con un articolo alle affermazioni espresse da Hera che meritano un approfondimento.

Il dibattito è iniziato con una breve esposizione del MoVimento 5 Stelle di quanto visto al centro di riciclo di Vedelago, con la richiesta ad Hera se ha intenzione di effettuare un investimento analogo e come intenda migliorare la gestione del rifiuto passando (altro…)

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